21 gennaio 2012

Libro & Film: Chocolat (doppia recensione)

No, non sono sparita. :3 Buonasera a tutti!
Tra vacanze e inizio scuola, purtroppo ho abbandonato per molto tempo il blog. Ora però sono pronta a ripartire, portandovi tante novità, pian pianino. Questa sera, per farmi perdonare un po', vi porto una doppia recensione di una storia che ho amato: Chocolat, di Joanne Harris!


IL LIBRO



Titolo: "Chocolat"
Autore: Joanne Harris
Editore: Garzanti Libri
Prezzo: 9,90 €
Considerazioni: 4/5




  


TRAMA:

È martedì grasso quando nel villaggio di Lansquenet arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è l'emissaria di potenze superiori (o magari inferiori). La Céleste Praline, la sua pasticceria, ben presto diviene un elemento di disordine, soprattutto per il giovane curato Francis Reynaud. Il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice.


COMMENTO:

Oggi voglio essere drastica. Partiamo prima con i difetti. Cos'ha che non va, questo libro? Fondamentalmente nulla. Confesso però la mia delusione per la coppia Vianne - Roux. Sotto sotto, ammetto di essere una romantica che mira sempre al lieto fine, mentre qui ho ricevuto un po' d'amaro in bocca. Per tutto il libro ho trovato ben poche scene che facessero riferimento all'interesse tra i due, e a fine storia (SPOILER) mi ritrovo Vianne e Roux completamente presi dalla loro passione sotto casa di Armande. Mi ha lasciata un po' di stucco, e ho trovato la cosa un po' troppo frettolosa proprio perché precedentemente erano stati ben pochi gli accenni ad una passione in procinto di sbocciare.
Altra delusione, ma puramente soggettiva, è stato il fatto che quella passione sia nata all'improvviso e "svanita" in altrettanto modo. Metto "svenita" tra virgolette perché poi ci viene data la sicurezza che in realtà l'attrazione vera, l'amore, se così vogliamo chiamarlo, nasce tra Roux e Josephine.
Annunciata questa mia amarezza, non ho altri difetti da segnalare.
Il linguaggio l'ho trovato ottimo: nulla di troppo pesante, ma tagliente, ironico e a suo modo ugualmente elaborato. Una piacevolissima lettura che non scade nel banale.
Un po' noiosette alcune parti in cui parla il curato. In altre, invece, mi sono divertita tantissimo, soprattutto verso la fine! Sono molto in sintonia col pensiero riguardante la chiesa che il libro, a parer mio, vuole trasmettre. Il mondo dei credenti è visto con molta ironia e sarcasmo. Vianne rappresente l'ostacolo, il nemico, la "diversa". Non è praticante (ma è colma di bontà), ha una figlia illeggittima (ma che ama), fa amicizia con gli zingari (senza alcun pregiudizio). Cosa ci vuole far capire tutto ciò?
L'apparenza, la fintà moralità che gira tra la gente e che la chiesa pretende di praticare (ma non mi dilungherò più su questo discorso: dovrei fare un bel dibattito a parte), i pregiudizi: tutto risulta superfluo e contro la propria personalità.
Il curato che, alla fine, dopo settimane di digiuno, cede al piacere e s'ingozza di cioccolatini e diventa lo zimbello del paese. Una sorta di rivincita della giustizia.
Questo è ciò che il libro mi ha trasmesso, oltre ad una perenne aquolina in bocca (!)
Sì, perché, diciamocelo, questo libro è un cioccolatino vivente. Forse anche qui troviamo un leggero difetto: l'autrice si è concentrata troppo sulla descrizione del cibo, sui caffé e le cioccolate calde da dare ai clienti. A parer mio, avrebbe potuto omettere alcune cose e sostituirle con altre, che poi andremo a vedere nel film.
Nonostante tutto mi complimento, perché la caratterizzazione dei personaggi è totalmente riuscita.
E' da quando ho letto "Orgoglio e pregiudizio" (sarà passato un anno e qualcosa?) che non trovavo delle caratterizzazioni ben fatte come queste (e quelle). Tutti personaggi molto coerenti, ognuno con le proprie fisse, passati, preoccupazioni e storie.
Bello e originale anche l'aver introdotto la magia, quell'atmosfera surreale e misteriosa che si mischia con la realtà quotidiana. Ci si ritrova in un mondo a parte, quello di Vianne e di Anouk: un mondo di sofferenze e paure, ma anche di gioie e soddisfazioni.

Consigliato? Assolutamente. Un libro senza troppe pretese, ma che riesce a lasciare una parte di sé (e dei suoi bellissimi personaggi) in chi lo legge.  




IL FILM


Titolo: "Chocolat"
Personaggi: Juliette Binonche, Johnny Depp,
Judi Dench, Alfred Molina
Data: 2000
Considerazioni: 5/5






COMMENTO: 

E' un evento raro che un film tratto da un libro riesca a piacermi più di quest'ultimo.
Ebbene, è successo proprio con Chocolat.
Prima di tutto m'inchino agli attori, fantastici e che hanno reso il film un gioiello.
Vengo poi alla storia, premettendo che non è estremamente fedele al libro, e che ciò non è una cosa affatto negativa (oserei dire: anzi!). La mia indole da romanticona-viva-il-lieto-fine viene soddisfatta: Roux torna, e torna per lei. (Non si accenna neanche ad alcun interesse verso Josephine), e soprattutto gli accenni ad un interesse già si mostravano dagli esordi (va bene, lo sgaurdo di Depp mi ha sciolta due o tre volte). Altra cosa che mi è piaciuta molto è stato il finale, diverso da quello del libro. Li ho adorati entrambi, eh, ma quello del film secondo me è più appropriato: il curato si arrende, ammette i suoi sbagli (dopo la clamorosa figurona di lui disteso sulla vetrina dei cioccolatini a dormire, vorrei bene vedere.), e si ha in qualche modo un'evoluzione del personaggio. Nel libro, invece, se la dava a gambe levate XD. Bella anche l'evoluzione che ha subito Caroline (che in qualche modo c'era anche nel libro), poiché finalmente riesce ad aprirsi sia con se stessa che con suo figlio.
Molte scene sono state aggiunte, molti fatti stravolti ma in modo sempre positivo, e ammetto che alcune di queste scene le avrei preferite anche nel libro. (Quando vianne decide di lasciare il paese, ad esempio. Ho versato lacrimoni). Piacevolissimi anche gli spezzoni comici e demenziali, che rendono bene l'idea dei personaggi che ci ritroviamo di fronte.
Ora che mi viene in mente, però, anche al film manca qualcosa del libro:  non si approfondisce molto il personaggio di Guillaume e del suo cane. Un aspetto che avevo amato soprattutto perché veniva approfondito l'amore che provava il padrone per il suo animale. L'ho trovata una cosa  davvero bella e tenera, ma che nella chiesa, ovviamente, veniva vista in modo superficiale e penoso. Nel film questo non c'è, o meglio, c'è ma in modo poco approfondito. D'altro canto non si può pretendere tutto.

Anche Anouk, inoltre, è un personaggio che mi è sempre piaciuto. E' una bambina intelligente, comprensiva. Mi piace. E' ben equilibrata, ed io apprezzo molto caratteri simili.

Rimarrò dell'idea che libro e film si completino tra loro.
Ad ogni modo, senza togliere nulla alla storia scritta, il film mi è piaciuto di più, e ovviamente lo consiglio davvero a tutti!
(Le colonne sonore le amo.)




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