24 ottobre 2011

Music Corner: "She is my Sin", by Nightwish


Inauguro questa nuova rubrica, dedicata interamente alla musica, con una delle prime canzoni che ho ascoltato di questo gruppo, e che mi ha fatta totalmente innamorare. Questa è pura poesia!











She Is My Sin - Nightwish

Take heed, dear heart
Once apart, she can touch nor me nor you
Dressed as one
A wolf will betray a lamb

Lead astray the gazers
The razors on your seducing skin
In the meadow of sinful thoughts
Every flower`s perfect

To paradise with pleasure haunted by fear

A sin for him
Desire within
A burning veil
For the bride too dear for him
A sin for him
Desire within
Fall in love with your deep dark sin

I am the Fallen
You are what my sins enclose
Lust is not as creative
As its discovery

To paradise with pleasure haunted by fear

A sin for him...

Bless me, undress me
Pick your prey in a wicked way
God I must confess...
...
I do envy the sinners



Lei è il mio Peccato

Fai attenzione, caro cuore
Una volta distante lei non può toccare né me né te
Nella stessa veste
Un lupo si rivelerà un agnello

Traviano i sognatori
I rasoi sulla tua pelle seducente
Nel prato dei pensieri peccaminosi
Ogni fiore è perfetto

Verso il paradiso con piacere tormentato dalla paura

Un peccato per lui
Desiderio profondo
Un velo bruciante
Per la sposa troppo cara per lui
Un peccato per lui
Desiderio profondo
Innamorarsi del tuo oscuro profondo peccato

Sono la peccatrice
Tu sei ciò che i miei peccati cingono
Il desiderio non è così fantasioso
Come la sua scoperta

Verso il paradiso con piacere tormentato dalla paura

Un peccato per lui...

Benedicimi, spogliami
Cattura la tua preda maliziosamente
Dio devo confessare...
...Io invidio i peccatori.




Recensione: Fallen, di Lauren Kate


Titolo: "Fallen"
Autore: Lauren Kate
Collana: Rizzoli Romanzo
Prezzo: 17,00 €
Considerazioni: 1/5


Impossibile da (NON) evitare!







TRAMA:

Basta un'istante per sconvolgere un'esistenza. A cambiare quella di Lucina è stato l'incidente in cui è morto un suo caro amico. E lei ha visto addensarsi di nuovo le ombre scure che la perseguitano da quando è bambina. Guardata con sospetto dalla polizia e da chi la ritiene responsabile della morte dell'amico, Luce è costretta a entrare in un istituto correzionale. Nessun contatto con il mondo esterno, telecamere di sorveglianza, ragazzi e ragazze dal passato oscuro e disturbato sono tutto ciò che trova nella scuola Sword & Cross. E poi appare Daniel. Il cuore di Luce le dice di averlo già incontrato, ma nella sua mente si accendono solo rari lampi di ricordi troppo brevi per essere veri. Soltanto quando rischia di perderla, Daniel decide di uscire allo scoperto: i loro cuori si conoscono da sempre, da tutte le vite che Luce non ricorda ancora di aver vissuto.



COMMENTO:


Appena letta la trama, mi era subito sembrato un libro avvincente e assolutamente da non perdere. Tra l'altro, ottimo lavoro con la copertina, che ahimè, è l'unica cosa veramente bella di questo libro.
Ma veniamo a noi. L'edizione: una vera presa per i fondelli. Font dal carattere di minimo 13 pixel. Cosa vuol dire? Vuol dire che se il racconto non fosse stato scritto a caratteri cubitali e per i ciechi, a quest'ora ci ritrovavamo un libro di sì e no 200 pagine. E invece quante ne troviamo? QUATTROCENTO, miei cari, quattrocentoquarantadue, per essere precisi. Già da qui ho iniziato a storcere il naso, ma io di solito non mi fermo alle prime impressioni e mi son fatta coraggio. 
Iniziamo dalla trama che, se vogliamo dirla tutta, ha molti spunti interessanti. Che l'autrice non l'abbia saputi gestire è un altro discorso. Le ombre, le nuove regole della scuola, l'incidente dell'amico, i personaggi secondari, e così via dicendo: tutto era sfruttabile, e tutto è stato buttato al vento. Andando avanti con le pagine percepiamo senza alcuna fatica che la storia inizia a fare acqua da tutte le parti, diventando banale, scontata e oserei dire penosa.
Luce sembra essere, inizialmente, una donna cazzuta. Decisa riguardo le proprie idee, sfortunata per il povero amico perduto, ma con ancora la forza di andare avanti. Peccato che la sua figura di donna-tosta inizi a sfumare già dal secondo capitolo. Non c'è che dire, un bel record per la nostra autrice!
Poi un bel (il primo) giorno, appena arrivata al nuovo riformatorio, fa amicizia con Arriane: una pazza isterica snob che a me è stata sulle girelle già dalla prima riga in cui ha parlato. Per non far rimanere il lettore deluso, però, Luce incontra anche Daniel, solito figone di turno. In realtà, Luce sente già di aver conosciuto questo sconosciuto, eppure, no, è impossibile...! 
"Eppure, era impossibile. Era impossibile che si fosse dimenticata di aver conosciuto un ragazzo così. Era impossibile che si fosse dimenticata di essersi sentita tanto scossa quanto lo era adesso." 
Traduzione: "se avessi visto un figone come questo che emana ferormoni everywhere, mica lo avrei lasciato scappare, ghghghg."

E mentre i loro sguardi s'incontrano, si scrutano per una miriade di anni, ecco cosa succede:
"Daniel le sorrise, e solo allora Luce si rese conto che non avevano mai smesso di guardarsi. Un fiotto di calore la attraversò e la ragazza dovette aggrapparsi alla panchina per sostenersi (Ellamadonna, ma cos'è!? Manco Bella Swan è svenuta guardando lo sbrilluccichio del Cullen!). Sentì le sue labbra scattare a loro volta in un sorriso , ma poi Daniel alzò una mano.
E le mostrò il medio."

Ok. Arrivati a questo punto, ci sono due scelte: buttare il libro nel cesso, o continuare a leggerlo sperando che la protagonista ricambi il favore.
E invece NO! No, miei cari. Da quel momento Luce non riesce più a toglierselo dalla testa (ah, la galanteria dell'ottocento!) e cercherà a tutti i costi di scoprire chi sia.
Inutile dire che il caro Daniel si rivelerà scontroso solo per nascondere un segreto, e che ben presto inizierà a mostrare un improvviso interesse per la ragazza, che per il lettore risulterà totalmente campato in aria.
La cosa più bella del libro è un'altra: dopo duecento pagine, non si è ancora risolto nulla. O meglio, le poche cose che si risolvono, vengono risolte in modo veramente patetico e ridicolo: per tre quarti di libro, ad esempio, la protagonista ci fa due grandissime palle di cemento riguardo le ombre che la turbano e le appaiono davanti. Cosa si viene a scoprire? Che sono innocue! Innocue, gente. Capitoli e capitoli dedicate a 'ste cosette che la seguono, per poi scoprire che il loro fine è proteggerla.
Vogliamo parlare poi dei personaggi secondari? Credo che per Lauren Kate, personaggi secondari equivalga a dire =  personaggi dalla caratterizzazione inesistente, e fisicamente esistenti nel libro solo quando se ne ricorda.

Conclusione: NON, ripeto, NON fatevi trarre in inganno dalla bella copertina gothic, perché di gothic c'è il nulla. 
Ciò che più scoraggia, tra l'altro, è che oltre a non esserci nulla di gotico, non c'è nulla di nulla di nulla di nulla di niente.
*Di nulla di nulla di nulla di nulla [... continua all'infinito]*.


23 ottobre 2011

Impossibile da (NON) evitare!



Il titolo del post annuncia la creazione di una -prima- e nuova rubrica del blog: Impossibile da (NON) evitare!
Che cos'è? Ebbene, potrei considerarla una "sotto-categoria" della sezione dedicata alle recensioni dei libri. Semplicemente, qui verranno raccolte tutte le recensioni estremamente negative su determinati libri letti. 
Della serie: una votazione da 1/5 o 2/5. I giudizi medi o neutrali non rientreranno in questa categoria, proprio perché qui ci saranno solo recensioni di libri pessimi. 
Ne ho già un paio in mente (lol) *risata sadica*.

Voglio premettere, agli utenti che leggeranno, che non sono ammessi litigi: troverete molta ironia, ma mai volgarità. Ognuno ha il proprio parere, e questo blog ha la libertà di esprimere il suo. No alle offese bimbominkiose e stupide, dunque.

Detto questo, vi anticipo che la prima recensione negativa sarà dolciosamente dedicata a:
- Fallen, by Lauren Kate.

Stay tuned.


Recensione: "Che tu sia per me il Coltello", David Grossman


Titolo: "Che tu sia per me il coltello"
Autore: David Grossman
Collana: Oscar contemporanea (Mondadori)
Prezzo: 9,50 €
Considerazioni: 5/5






TRAMA: 
In un gruppo di persone, un uomo vede una donna sconosciuta che con un gesto quasi impercettibile sembra volersi isolare dagli altri. Commosso, Yair le scrive, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo, ma esclusivamente epistolare. Più che una proposta è un'implorazione e Myriam ne resta colpita, forse sedotta. Un mondo privato si crea così fra loro, ognuno dei due offre all'altro ciò che mai avrebbe osato dare ad alcuno, e in questo processo di svelamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. [...]


COMMENTO: 
"Myriam, tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi."
Il libro si apre con questa frase istintiva, alquanto ambigua e insicura e che sin da subito dà l'idea di come il personaggio che parla, Yair, sia confuso.
Cosa vuol dire conoscere se stessi? Affrontare il proprio passato, combattere paure e ricordi sepolti e mai più -volontariamente- rispolverati. Voi ci riuscireste? E ci riuscireste da soli?
Yair non ce la fa, e forse non vuole neanche farcela. Ma un giorno i suoi occhi cadono sulla sagoma di Myriam e su di un suo gesto, un semplice gesto, che lo segnerà per tutta la vita. Chi è Myriam? Perché lo ha colpito così tanto? Potremmo definirlo "un colpo di fulmine", ma dal senso molto più morale che fisico. Yair non riesce a contenersi, e decide di scriverle, di dare sfogo ai suoi pensieri, di affidarsi istintivamente a lei. Da qui troveremo tutte le sue lettere inviatele, senza però poter leggere le risposte di lei.
Ma attenzione, il bello di questo libro è il fatto che, nonostante non ci siano le risposte della donna, si riesce comunque a capire ogni vicenda, ogni situazione e sentimento. E, anzi, oserei dire che ciò stimoli ancora di più la fantasia del lettore.
La prima parte si conclude con l'ultima lettera di Yair, per poi dare così inizio alla seconda parte, molto più breve, dedicata alle lettere che scrive Myriam ma, che a differenza di Yair, non invia. Una sorta di "diario intimo", segreto: può scrivere semplicemente i suoi sfoghi, o far finta di star scrivendo a Yair stesso per alleviare il suo quotidiano dolore. La scrittura riesce in qualche modo a calmarla e riempie, per quel poco che può, il vuoto che l'uomo le ha lasciato dentro. E' la 'salvezza', ciò che la tiene ancora in piedi.

Non credo ci sia titolo più azzeccato per questo libro: i due protagonisti si "scavano dentro", ognuno funge da 'coltello'  all'altro, e fa male, è un dolore così atroce che insieme, però, potrebbero sopportare.
Perché fa male? Cosa s'intende per "scavarsi" dentro?
Avete mai provato a parlare a voi stessi? A urlarvi contro, approfondirvi, giudicarvi, mettere in discussione ogni vostra caratteristica, qualità, difetto. E se un totale sconosciuto riuscisse a guardarvi dentro, a capirvi? O meglio: ad aiutarvi a capire e ad accettarvi. Quanto può essere imbarazzante e agonizzante mettersi a nudo davanti a qualcuno?
Questo è "Che tu sia per me il coltello". Una fonte di pura energia, sia positiva che negativa.

" Hai visto? Proprio mentre chiudevo la busta una stella cadente ha attraversato il cielo! Allora in fretta, in fretta, cosa chiedere? (Non ho nessun desiderio pronto, hai qualche idea?)
Come hai scritto? "Per aiutarci l'un l'altro a essere tutto quello e tutti coloro che siamo". "

Myriam e Yair finiscono per rinchiudersi in un mondo parallelo, al di fuori della realtà. Viene mostrato quanto il linguaggio possa essere fondamentale, quanto una parola possa divenire 'intima' o proprietà privata di una persona o quanto un semplice termine possa far mancar l'aria, comprimere un sentimento. Ogni minimo dettaglio è fondamentale, nel loro mondo, e ciò che loro percepiscono deve, è, estraneo a tutte le altre persone.
Ma come può andare avanti una realtà così fittizia? Come si possono tenere a bada sentimenti come la passione reale, concreta, e la curiosità? La fantasia e le parole non sempre riescono a bastare.

"Che ne sarà di noi, ora? - hai chiesto alla fine della tua lettera.
Davvero, che ne sarà di noi?" 

Questo libro apre l'anima, e lo avverto: non solo quella di Yair e Myriam. Leggerlo è una sfida contro se stessi: entrare in un nuovo mondo, così illimitato ma anche così doloroso.
Mi risulta veramente inutile racchiudere in parole trecento pagine di poesia, di sentimenti sgorganti da ogni rigo. Con un linguaggio sublime, tagliente, così profondamente vero, Grossman si è guadagnato il primo posto della lista dei libri che amo.
E vi dico: preparatevi a una lunga battaglia. Ma soprattutto, non cedete. Bisogna arrivare alla fine, con fatica forse, ma è d'obbligo. Un percorso troncato a metà non porta mai alla totale soddisfazione.